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Questa era una settimana amorfa per il tennis italiano

Questa era una settimana amorfa per il tennis italiano

Settimana in cui i migliori non giocavano. Sinner e Musetti a riposo, Berrettini ancora convalescente dall’infortunio addominale. Le nostre seconde linee, Cobolli in testa, erano concentrate sugli ATP 1000 successivi o sullo US Open, che parte il 24 febbraio e dovrà essere difeso dal numero 1 al mondo…
Ma dalle retrovie c’è un italiano — italiano da parte di papà, con mamma argentina. Si chiama Luciano Darderi. Ci tiene a essere chiamato Lusiano, come fa la mamma…

Luciano Darderi: un nome che sorprende

Questo giocatore è considerato una terza linea del tennis italiano, perché negli ultimi tempi ha occupato posizioni tra la cinquantesima e la sessantesima nel ranking mondiale. Però, la scorsa settimana ha vinto l’ATP 250 di Bastad, in Svezia, e domani giocherà la finale a Umago, in Croazia…

Non ricordo un italiano in due finali di fila

Andando a memoria, negli ultimi 50 anni non ricordo un tennista italiano arrivare in finale per due settimane consecutive. Forse sono fortunato ad aver conosciuto il tennis quando giocava Adriano Panatta. Me lo ricordo numero 7 del mondo, ma so che è arrivato anche al numero 4, credo dopo il Roland Garros. La prima Davis del ’76 me la sono persa: ero troppo piccolo.

Gli anni di vuoto, da Panatta a Canè

Poi ho vissuto gli interminabili anni di piombo per il tennis italiano. Il mio punto di riferimento era Paolo Canè, che credo sia arrivato intorno alla quarantesima posizione. Poi Omar Camporese: ci credevo fortemente. Ha vinto un paio di ATP, ma mai superato il ventesimo posto.
Di Canè ricorderò sempre il suo match a Wimbledon contro Ivan Lendl, numero 1 al mondo.

Quel match di Wimbledon e l’Italia incollata allo schermo

Sembrava una partita senza storia. Galeazzi, “Bisteccone”, era felice di commentare un italiano sul centrale. Si giocò in due giorni diversi, non ricordo se per pioggia o per oscurità. Il risultato — se non sbaglio, ma non controllo — fu 3/6 7/6 6/7 7/5 6/1 per Lendl.
Credo che Canè abbia servito nel quarto set con un break di vantaggio. Per chi seguiva il tennis, quella era una soddisfazione enorme. Camporese aveva un gran dritto, un bel servizio, ma Canè dava emozioni.

Le donne italiane e la nuova speranza

Passa un’altra ventina d’anni. Nessuno pensava più a un italiano protagonista nel tennis mondiale. Le donne ci regalavano gioie: Schiavone vince il Roland Garros a Parigi. Pennetta collezionava belle vittorie. Bella, forte, e oggi moglie di Fabio Fognini.

Fabio Fognini e l’inizio del cambiamento

Fognini ha riportato il tennis maschile ai vertici. Credo sia stato, anche se per poco, tra i primi 10 al mondo. È il capostipite del nuovo periodo d’oro del tennis italiano.

Berrettini, Cecchinato e l’ascesa del tennis maschile

Sulla sua scia, Matteo Berrettini ha vinto di più, arrivando fino al numero 6 del mondo. Nel suo periodo migliore, è emerso anche Marco Cecchinato, palermitano, dopo un grandioso match con Djokovic a Parigi. È arrivato fino alla 17esima posizione al mondo. Marco è cresciuto al TC2 di via San Lorenzo, a 200 metri da casa mia.
E non solo: Berrettini ha giocato perfino la finale a Wimbledon, il torneo più prestigioso del mondo.

Poi è arrivato lui: Jannik Sinner

Un ragazzino di 18 anni di cui si diceva un gran bene. Promessa, talento, già alla 140esima posizione mondiale. Viene scelto come testimonial Lavazza. A 21 anni è tra i primi 15 al mondo. Poco dopo vince il suo primo Slam in Australia, in finale contro lo stesso avversario che gli aveva sbadigliato in faccia da adolescente. Sotto due set a zero, vince come in una favola.

Sinner numero 1 al mondo, contro tutto e tutti

Da poco più di un anno è il numero uno al mondo. E questo nonostante una squalifica di tre mesi per un discutibile caso di doping — un caso che ha gettato fango sulla WADA. Dopo una sconfitta in finale a Roma con Alcaraz, e una dolorosa battaglia persa a Parigi (con tre match point sprecati nel quarto set), Sinner reagisce. E vince a Wimbledon. Contro Alcaraz.

Perché oggi Darderi in finale non fa più notizia

Il motivo per cui il fatto che Darderi sia in finale in Croazia quasi non faccia notizia è tutto qui. Spero di avervelo raccontato bene. Vent’anni fa — forse anche solo dieci — una notizia del genere non esisteva. Un italiano in finale? Due volte di seguito? La mia, seppur labile, memoria non lo ricorda.